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Perché in un mondo distratto ha importanza il “deep work”

Perché in un mondo distratto ha importanza il "deep work"

Postato da Taylor Pipes il 07 Marzo 2017

Postato da Taylor Pipes il 07 Marzo 2017

Siamo tentati fin da quando ci svegliamo il mattino.

Raggiungi il telefono. Controlli i messaggi. Leggi le email. Scorri i social network. Aggiungi un paio di clic per le notizie e in un attimo avrai effettuato quella che sarà probabilmente la prima di oltre 76 interazioni quotidiane con il tuo dispositivo mobile.

Se i dispositivi mobili hanno aumentato l’accesso alle informazioni e la capacità di comunicare con gli altri, hanno però introdotto barriere che potrebbero influire negativamente sul nostro lavoro.

Capendo come prendere le distanze da distrazioni e come migliorare la gestione del tempo, abbiamo una migliore possibilità di immergerci più in profondità nelle nostre riflessioni e raggiungere nuovi livelli di produttività.

La battaglia per la nostra attenzione

Oggi siamo lottiamo per l’attenzione: tra la cascata di flussi sui social, le notizie, le chat e il rumore digitale, ogni giorno sblocchiamo il nostro iPhone una media di 80 volte e accumuliamo più di 4,7 ore di impegno attivo con il nostro dispositivo.

Il trenta per cento del nostro consumo quotidiano di media è dedicato alla navigazione in internet. Non è neanche tanto il fugace contatto sociale. L’americano medio guarda la televisione 35 ore la settimana e le abitudini di visione si sono radicalmente spostate dal televisore al dispositivo mobile.

Alla luce dei cambiamenti in corso sulla nostra capacità di mantenere l’attenzione, la National Basketball League (NBA), uno dei sostenitori della scena sportiva americana, sta esplorando modi per accelerare la fine delle partite per rispondere alla diminuzione della capacità di concentrazione.

Secondo un recente sondaggio commissionato da Microsoft, perdiamo l’attenzione più velocemente di un pesce rosso. Il punto illuminante è stata una citazione dalla relazione del dirigente di Microsoft Satya Nadella, che ha segnalato la caratteristica più essenziale dei dipendenti moderni che cercano il successo: “Il vero bene raro del futuro sarà l’attenzione umana”.

Connessione più profonda con il nostro lavoro

L’idea del “deep work” non è nulla di nuovo. Il termine è stato recentemente coniato da Cal Newport, professore, scienziato e autore di “Deep Work: Rules for Focused Success in a Distracted World.

Secondo Newport, il “deep work” consiste in “attività professionali condotte in uno stato di concentrazione libero da distrazioni che spinge le capacità cognitive del singolo ai loro limiti”.

È stato praticato in una forma o nell’altra da tutti, da Carl Jung al Presidente degli Stati Uniti Barak Obama.

  • Il presidente Obama, noto estimatore del lavoro notturno, ha passato ore e ore fino a notte fonda nel suo ufficio a leggere, scrivere discorsi, preparare appunti, esaminare documenti pensare. Era in grado di finire a tarda notte le cose che avevano attirato la sua attenzione costante durante il giorno. “Ognuno si ritaglia il proprio tempo per riflettere. Non vi è dubbio che quella finestra temporale è la sua finestra”, ha detto Rahm Emanuel, primo responsabile dello staff di Obama. “Non si può bloccare una mezz’ora e cercare di farlo durante il giorno. Ci sono troppe cose alle quali reagire. Quello è il momento dove tutto può essere messo da parte e ci si può concentrare”.
  • Carl Jung era così volto a sfuggire alle trappole del mondo, che ha costruito un complesso in pietra in Svizzera dove poteva ritirarsi quando aveva bisogno di riflettere, pensare e scrivere. Nel suo libro di memorie, Jung considera la fuga un elemento importante che lo aiutava a essere soddisfatto, autosufficiente, e rilassato.

Questi due esempi sembrano quasi in contraddizione. In realtà, sono classici esempi di fuga in un luogo confortevole come mezzo per fare le cose. Se il “deep work” è un veicolo per la concentrazione e la riflessione che producono lavoro, può succedere nello Studio Ovale o su una montagna della Svizzera. È il rituale, la programmazione e la posizione del lavoro ciò che importa.

Paura di essere esclusi

Newport ha esaminato l’impatto cognitivo che hanno i social media e le distrazioni in ufficio e l’importanza della completa attenzione nel portare a termine un lavoro ricco di senso. Eliminando le distrazioni, sostiene, possiamo andare oltre “il lavoro superficiale” per raggiungere nuovi livelli di produttività e realizzare una notevole quantità di lavoro.

Naturalmente, i social media non sono negativi e sarebbe sciocco suggerire il contrario. La maggior parte di noi teme di essere escluso, così siamo diventati dipendenti dai social media, siamo sempre pronti a guardarli. Ma se ci rendiamo conto che la distrazione può avere un impatto negativo sul nostro “deep work”, possiamo cominciare a prendere misure che ci aiutino a concentrarci su funzioni cognitive complesse. Che cosa ne ricaviamo? Siamo ricompensati dalla padronanza che abbiamo su compiti complessi, da una migliore elaborazione delle informazioni e dal concludere di più in meno tempo.

“C’è un numero crescente di ricerche che indica che trascorrere gran parte della giornata in uno stato di attenzione frammentata, dove il flusso di lavoro regolare è costantemente interrotto da pause per controllare i social media, può ridurre in modo permanente la capacità di concentrazione” ha detto Newport.

Molti dei social media sono appositamente realizzati per frammentare il tuo tempo. Non diversamente da una slot machine, ti premiano con “cose brillanti”: like, cuori, retweet, commenti e altre cose positive in cambio di tempo. In breve, la giornata è piena d’interruzioni per premere, trascinare e scorrere col dito per procedere a aggiornamenti e notifiche.

Anche dare un’occhiata a Twitter o rivedere una email hanno un impatto negativo sulla capacità di concentrazione sulle attività in corso. In realtà, quella rapida occhiata costa 15-20 minuti di perdita di attenzione. I nostri cervelli semplicemente non sono strutturati per quel livello di distrazione. La raffica del mondo dei social media sta cambiando il panorama dei centri di gratificazione del nostro cervello. Oltre a influire sulla nostra capacità cognitiva nel fare un lavoro, questo riguarda anche i professionisti i medici, che vedono un aumento dei livelli di ansia e altri problemi psicologici tra gli studenti universitari.

Le distrazioni rivestono una parte crescente delle interruzioni nell’esperienza dei lavoratori della conoscenza in ufficio su base giornaliera. Non sono solo interruzioni autoimposte per i social media. In ufficio, siamo bombardati di messaggi istantanei, chat e comunicazioni da colleghi che utilizzano software di collaborazione, notifiche email, informazioni volanti di collaboratori, richieste di riunioni all’ultimo minuto e anche di distrazioni causate da uffici open space pensati per portarci più vicino l’uno all’altro.

La nuova economia

Qui c’é una nuova economia di informazione competitiva. E Newport sostiene che è questa che premierà i lavoratori che capiscono che la valuta è il lavoro che produce risultati chiaramente rari e preziosi.

“La nostra cultura del lavoro sta spostandosi verso il superficiale … sta presentando enormi opportunità ai pochi che riconoscono il potenziale di resistere a questa tendenza e dare priorità alla profondità …:”, scrive Newport in Deep Work.

Il bene più raro è il dipendente capace di dedicare tempo significativo al “deep work” e a ciò che ne deriva, materiale di alta qualità incredibilmente difficile da automatizzare o replicare con una macchina, un algoritmo o globalizzazione.

“Tutto ciò che un bambino di sei anni può fare con uno smartphone non è ciò che il mercato premierà”, dice Newport.

Il “deep work” è uno strumento che serve per costruire e produrre cose, come un artigiano. Pensiamo al tempo che impiega un soffiatore di vetro per perfezionare un vaso splendidamente modellato o a come un mastro falegname coniuga arte e artigianato per creare mobili degni di esposizione in un museo.

Programmatori, visual designer, accademici e scrittori hanno un enorme vantaggio competitivo per questa capacità di concentrazione e per giungere a quel bene raro e prezioso, l’arte che guida l’era dell’informazione.

“Se sai scrivere un elegante algoritmo, una memoria legale, più di mille parole di prosa, guardare una marea di dati non ambigui, se sai fare questo tipo di attività per produrre risultati rari e preziosi, le persone ti troveranno, indipendentemente da quanti follower hai su Instagram”. Cal Newport

Come creare un lavoro significativo

Il “deep work” non deve essere noioso. Di fatto può essere divertente, creativo, meditativo e stimolare il pensiero. Ecco alcune tattiche per integrare i principi del “deep work” nella tua pianificazione:

1. Lavora con profondità. Ci vogliono molta pazienza e pratica per arrivare a integrare lunghe sessioni di “deep work” nel tuo programma. Newport ha creato un’equazione per spiegare l’intensità di lavoro profondo richiesta e l’ha confrontarla con il lavoro degli studenti che fanno le nottate di studio.

Lavoro impiegato = (tempo impiegato) x (intensità)

Lavora ad un alto livello per intervalli dinamici e intensi che aumentano progressivamente per produrre un risultato desiderabile. Fallo per almeno 90 minuti e arriva fino a periodi di due – quattro ore o più.

2. Proteggi il tuo tempo. Mantieni una serie di rituali e abitudini per facilitare l’inserimento del “deep work” nella tua giornata. Prova a attuare tattiche di pianificazione nel flusso di lavoro, come:

Registro. Tieni un registro delle ore di lavoro o dei traguardi importanti come il numero di pagine lette o parole scritte.

Pianificazione profonda. Prova a pianificare sul calendario le ore di “deep work” con largo anticipo, per esempio di due-quattro settimane.

La pianificazione e il monitoraggio del tempo hanno un enorme vantaggio: restituire il tempo. Molti studiosi, autori e scienziati sono stati in grado di produrre una grande quantità di lavoro durante l’orario di lavoro normale e avere tempo per gli interessi personali e la famiglia alla sera e nel fine settimana.

3. Allena il tuo cervello a non fare nulla. Prova per un momento a stare fermo e non fare nulla. Quanto tempo riesci a resistere agli stimoli sociali e ai segnali del tuo cellulare? Se sai stare seduto tranquillamente a meditare o pensare o addirittura a guardare nel vuoto, allora puoi allenare la tua mente a trascorrere più tempo in un modo di lavorare più profondo.

4. Smetti di nuotare controcorrente. Decidi tu stesso quali restrizioni puoi mettere su email e social media rimuovendoli dalla tua settimana lavorativa completamente o rimanendo scollegato per un giorno intero. Valuta la tua vita personale e professionale e sperimenta dove i social le si adattano e dove no. Il risultato potrebbe essere una disintossicazione digitale di un mese o il taglio completo dei social.

5. Elimina il lavoro superficiale. Infinite richieste di riunioni e risposte email istantanee stanno trasformando i lavoratori della conoscenza in “router umani” che eseguono il lavoro poco profondo che definisce molti posti di lavoro. Siamo pronti a rispondere perché crediamo che stiamo realizzando qualcosa, quando in realtà non è così.

“Trascorri una quantità sufficiente di tempo nella frenetica superficialità” mette in guardia Newport, “e riduci in modo permanente la tua capacità di ‘deep work’, di un lavoro in profondità”.

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