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Come si applica il metodo Montessori al lavoro di oggi

Come si applica il metodo Montessori al lavoro di oggi

Postato da Barbara Atkinson il 21 Marzo 2017

Postato da Barbara Atkinson il 21 Marzo 2017

“L’immaginazione non è grandiosa finché esseri umani, dotati di coraggio e di forza, non la usano per creare.” – Maria Montessori

L’eredità di Maria Montessori ha rimodellato il campo dell’istruzione, introducendo la filosofia secondo cui impariamo e cresciamo meglio seguendo un percorso innato di auto-sviluppo. Sapeva di che cosa stava parlando, è stata candidata al Premio Nobel per la pace per ben sei volte e la sua immagine era anche sulle banconote da 1.000 lire in Italia. Ha incoraggiato i suoi allievi, sia bambini sia adulti, con la frase: “abbi fiducia di sapere che cosa stai facendo.” Ha funzionato a scuola quando eravamo bambini e funziona nel mondo del lavoro, oggi.

Una ribelle formativa

Alla fine del XIX secolo in Italia, quando nacque Maria Montessori, le ragazze avevano solo due scelte di carriera: come insegnante o come suora. Ma questo non fermò Maria. Era una studentessa eccellente, appassionata allo studio e ambiziosa. I genitori non ostacolarono certamente il suo entusiasmo per l’apprendimento. Erano entrambi avidi lettori e avevano un elevato livello d’istruzione. Avevano anche i mezzi per sostenere la figlia nel fare cose che rasentavano lo scandalo. A 13 anni la Montessori entrò in una scuola tecnica esclusivamente maschile a studiare ingegneria (e qui le fu richiesto di trascorrere la ricreazione in un luogo appartato per evitare di essere tormentata dai suoi coetanei maschi). Dopo il diploma di scuola superiore, decise di compiere il suo passo successivo in un altro campo a dominanza maschile: la medicina. Alla ragazza piaceva la sfida.

La Montessori fece domanda d’iscrizione alla facoltà di medicina dell’università di Roma e non fu accettata, apparentemente per la sua scarsa conoscenza delle lingue classiche. Imperterrita, studiò per due anni e poi fece nuovamente domanda d’iscrizione. L’università fu costretta ad ammetterla. Fu però considerato troppo rischioso per lei lavorare sui cadaveri in gruppi misti, quindi lo fece da sola, la sera. Maledetti i limiti. Maria Montessori si laureò nel 1896, la prima donna in Italia con una laurea in medicina.

La creazione del suo percorso

La Montessori nella sua pratica medica si concentrò all’inizio sulla psichiatria, disciplina ancora ai suoi primi passi (L´interpretazione dei sogni di Freud, per esempio, è stata pubblicata nel 1899 e ha impiegato otto anni per vendere tutte le 600 copie). Frequentò inoltre corsi di formazione, dove sviluppò un profondo interesse per le teorie educative, soprattutto su come trattare i bambini con disabilità intellettuali o di sviluppo. Nel 1900 inaugurò un nuovo istituto di formazione per insegnanti di istruzione speciale. Ebbe così un luogo dove sperimentare diversi metodi d’insegnamento. Nel 1907 aprì la Casa dei Bambini, un centro di assistenza per bambini soli ed economicamente disagiati. Lì progettò l’ambiente della classe ed i materiali didattici per favorire il desiderio d’imparare che lei riteneva naturale in ogni bambino.

Influenza internazionale

L’approccio formativo della Montessori fu adottato entusiasticamente a livello internazionale e in Italia, suo paese natale. Quando Benito Mussolini prese il potere nel 1922, la Montessori, in viaggio all’estero per una serie di conferenze, tornò in Italia e accettò la posizione offertale di “Ispettrice scolastica”. L’unione tra politica e istruzione non funzionò bene per la Montessori. Nel 1934 lasciò il suo paese, dopo aver rifiutato il dictat di Mussolini che esigeva che le sue scuole si impegnassero per la fedeltà al fascismo. Mussolini reagì chiudendo più di 70 scuole Montessori in Italia. Nel frattempo, Montessori si recò in India, dove trascorse diverso tempo con Gandhi, un grande sostenitore del sistema Montessori; lui stesso insegnò ai bambini nei suoi ashram utilizzando una tecnica simile. La sua amicizia con Gandhi e la sua continua attenzione al pacifismo hanno influenzato i libri della Montessori Educazione e pace e Educazione per un nuovo mondo.

L’apprendimento al suo stato naturale

La Montessori fondò il suo metodo osservando che i bambini posti in un ambiente stimolante e non strutturato apprendono naturalmente. L’educatore può semplicemente fornire le opportunità perché i livelli naturali di apprendimento prosperino. Le aule delle sue scuole erano provviste di arredi di dimensione adatta ai bambini (scelta rivoluzionaria per quel tempo). Preparò gli insegnati a dare ai bambini la libertà di giocare come volessero con una “disciplina spontanea”. Fu un tale successo, che entro il 1910 il Metodo Montessori era noto in tutto il mondo. Oggi esistono 22.000 scuole Montessori in almeno 110 paesi.

Interazione e apprendimento: il metodo Montessori

Un’altra innovazione educativa che introdusse la Montessori è basata sul concetto, allora nuovo, che impariamo interagendo direttamente con il nostro ambiente. Lei concluse quindi che i bambini imparano le cose, costruiscono su ciò che imparano, spostandosi così naturalmente al livello successivo senza la necessità di un programma di lezioni costrittivo e rigido.

Tutte le teorie della Montessori possono essere ottime anche per gli adulti. Quanti di noi rimangono bloccati nel modo in cui hanno sempre fatto una cosa, anziché reagire a quello che sta accadendo attualmente. Invece di imporre una soluzione unica adatta a ogni evenienza o un solo modo di pensare, abbi fiducia in te stesso per sviluppare il tuo proprio percorso.

Libertà e sfida: non solo per i bambini

Se incontri troppa resistenza, forse non usi gli strumenti giusti e forse stai lavorando per l’obiettivo sbagliato.

Anche da adulti “restiamo indietro” quando forziamo la mano per raggiungere qualcosa troppo presto. Far riferimento a una norma arbitraria, non è un buon modo per fissare un obiettivo. Ad esempio, non c’è una regola che dice che si dovrebbe avere una buona conoscenza di una lingua straniera dopo averla studiata due anni o che si dovrebbe usare alla perfezione un programma software dopo averlo usato per un mese. Qualcuno se l’è inventato e questo non tien conto della situazione individuale. Il metodo Montessori confida nel fatto che i bambini guidino sé stessi a un adeguato livello di apprendimento. Lo stesso vale anche per gli adulti.

Percorsi individuali: andare avanti

Per l’auto-apprendimento sul lavoro, il modello educativo Montessori si basa su una progressione metodica da un livello al successivo. Gli studenti affrontano le lezioni nel modo che funziona meglio per loro. In primo luogo, scopri qual è per te lo stile migliore di apprendimento. Scoperto questo, puoi buttarti.

La Montessori credeva in “periodi sensibili”, fasi di sviluppo nei quali uno studente trae più profitto da una nuova esperienza. Quando si trova in un periodo sensibile, un bambino mostra un intenso interesse per una certa attività o un tipo di gioco fino a quando ha acquisito una nuova abilità. Anche gli adulti fanno così, appassionandosi a certi hobby o interessi. La chiave è confidare nel fatto che i tuoi interessi hanno un valore. Presta particolare attenzione al tuo entusiasmo: che cosa ti guida in quella direzione? È lì che brilli.

La Montessori riteneva che tutti gli studenti per sviluppare una forte “autoregolamentazione”, la capacità di educare se stessi, sanno ciò che stanno imparando e valutano le esperienze di apprendimento. Dove è la debolezza nel tuo stile di lavoro? Dove sei forte? Determinare l’uno e l’altro non è un giudizio di valore, ma strumenti di informazione che consentono di arrivare dove si vuole.

Obiettivi e struttura: ci servono ancora

La Montessori insisteva su sessioni ininterrotte di lavoro. Senza cesure che interrompano un determinato filo, c’é la disposizione mentale per fare i collegamenti cruciali e permettere alle scoperte effettuate di sedimentarsi. Non interrompere sessioni di lavoro, di gioco o creatività. È fondamentale per il pensiero creativo e l’innovazione.

Guida e gruppo: la connessione

La Montessori considerava determinanti anche le comunità create da gruppi di età diversa. I piccoli guardano ai grandi come figure di sostegno, di aiuto. I grandi si divertono a svolgere il ruolo di guida. Da adulti, molte delle nostre figure guida migliori potrebbero non essere rock star, ma persone che sono pochi passi davanti a noi sul nostro stesso percorso. Una guida può essere sia qualcuno che è già stato dove noi siamo ora o qualcuno che è già arrivato dove noi desideriamo essere. Si può chiedere loro un consiglio o provare qualche loro sistema.

Applica la lezione: lanciati

La Montessori ha riconosciuto che per i bambini il gioco è il loro lavoro, specialmente nel caso di attività creative, astratte e divertenti. Fai tua quest’idea e tienila presente: va tutto bene. Accogli cose che non hanno una via precisa verso il profitto o la crescita esterna. Il tempo dedicato a qualcosa di creativo e (non) costruttivo è assolutamente proficuo.

“Rispetta il tuo processo”, “Trova la tua strada” e “Work hard, play hard”. Queste non sono solo frasi per magliette, sono provati approcci formativi. Prendi dalla dr. Montessori: puoi arrivare dove devi rispettando il tuo modo di far le cose. Divaga dal modo di procedere di qualcun altro. Prenditi un po’ di tranquillità. Gioca sui tuoi punti di forza, e sì, “play as hard as you work”, divertiti tanto quanto lavori.

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