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Pensare in piccolo: come le abitudini ci aiutano a rimanere produttivi

Pensare in piccolo: come le abitudini ci aiutano a rimanere produttivi

Postato da Taylor Pipes il 24 Marzo 2017

Postato da Taylor Pipes il 24 Marzo 2017

Se sei come la maggior parte delle persone, hai stabilito i propositi per in nuovo anno a dicembre. Avevi tutte le intenzioni di migliorare la tua vita personale e professionale.

Ora che siamo nel terzo mese del 2017, la dura realtà è che ormai una fetta considerevole di gente ha lasciato per la strada i tipici propositi. Secondo un rapporto di ricerca della University of Minnesota, il 40 per cento di chi ha intrapreso un percorso di cambiamento e auto- rinnovamento, l’ha abbandonato da San Valentino.

Psicologia del cambiamento

Allora, perchè abbandoniamo i nostri propositi prima di averli portati a termine?

“Il problema è che mettiamo sui propositi del nuovo anno un onere pesante di aspettative da noi stessi” dice Jelena Obradovic, assistant professor presso l’Università di Stanford la cui ricerca si concentra sullo sviluppo psicologico.

“Per cambiare davvero e in modo duraturo, a volte devono cambiare anche queste barriere” spiega. Nella maggior parte dei casi sono gli ostacoli esterni a costituire una barriera ai nostri obiettivi. Forse i costi di un programma in palestra sono proibitivi o la pressione del lavoro e le sue esigenze pesano considerevolmente sul nostro tempo libero. A volte, per cambiare, dobbiamo riconoscere le barriere che lo rendono così difficile.

Se hai continuato fino a febbraio, fai parte di una élite: oltre il 40 per cento degli americani abbandona i propri propositi dopo poche settimane del nuovo anno. Ma se tu non l’hai fatto, ci sono buone notizie. Chi arriva al successo e realizza i propri propositi, di solito ha già fallito cinque o sei volte. Ci vogliono tempo e molti sforzi. Mentre i propositi per il nuovo anno sono soprattutto un concetto occidentale, una riflessione e ricalibrazione annuale è un atteggiamento mentale che si trova in tutto il mondo a febbraio, marzo o anche d’estate.

Quindi, che dire di ripartire?

Non servono scadenze temporali come il simbolico girar pagina del calendario per sfidarti a sperimentare un cambiamento rapido e arricchente. Puoi riprendere da dove hai mollato l’ultima volta e iniziare ad attuare cose importanti per la tua vita attuale. Se hai abbandonato i tuoi propositi (o se ci stai ancora lavorando), qui trovi alcune semplici tattiche da usare che ti riportano sulla strada giusta e ti aiutano a mantenerla nel corso dell’anno.

Abitudini difficili da perdere

Quando arriva il mese di gennaio e scegliamo di fare più esercizio, bere meno e staccare la spina dai social media, è utile ricordare che queste cose sono diventate abitudini, comportamenti automatici che segnano parti della nostra giornata. Per rompere le vecchie abitudini, l’approccio migliore è costruirne di nuove. È tutta una questione di scienza. Ecco come puoi modificare le vecchie abitudini.

Per rompere le vecchie abitudini, il sistema migliore è costruirne di nuove. È tutta una questione di scienza. Ecco come puoi cambiare la tua vecchia strada.

  1. Parti in piccolo. La creazione di abitudini deve essere graduale. I nostri propositi a volte falliscono perché sono obiettivi troppo audaci. Questi grandi obiettivi si trasformano rapidamente in sogni. Se vuoi fare più esercizio fisico, agisci sulla routine quotidiana con piccole azioni che vanno nella direzione del tuo proposito: vai al lavoro a piedi o prendi le scale anziché l’ascensore. Se vuoi leggere più libri, leggi durante una pausa di lavoro o prima di dormire. Vuoi staccare la spina e vivere di più nel mondo reale? Smetti di inviare email quando lasci il lavoro e concentrati invece su te stesso e la tua famiglia.
  2. Associa le azioni. Scegli un’abitudine positiva che hai e collegale una nuova azione. Se leggi già ogni giorno, ma vuoi aumentare, poniti di leggere uno o due capitoli al giorno. Se scrivi, proponiti di sfornare un pezzo di ottima qualità o un intero capitolo in un tempo dato. Se fai un chilometro di corsa, cerca di salire a un chilometro e mezzo o aggiungi dieci minuti all’allenamento abituale. Facendo in questo modo, aggiungi spunti positivi che aiutano a stimolarti verso la nuova abitudine.
  3. Dai spazio alla nuova azione. Per iniziare a sentirti a tuo agio nella nuova abitudine, praticala per almeno una settimana. Perché un’abitudine si radichi, devi darle spazio almeno da tre a sette volte la prima settimana. Qualunque sia l’azione, non complicarla. Più è semplice, più è facile inserirla armonicamente nella tua giornata.

Ad esempio:

  • Crea una nota sullo scrivere ogni giorno e mettila nella tua lista di cose da fare in Evernote.
  • Stampa una nota che ti ricorda di “camminare dieci minuti in più” e mettila in un punto visibile, per esempio sul frigorifero, sul monitor del computer o sul volante.
  • Aggiungi un promemoria in Evernote per mettere un ingrediente sano nel tuo frullato ogni mattina a colazione.

Mira al lungo termine pensando in piccolo

Uno degli aspetti più importanti per mantenere i propri propositi è pensare in piccolo. Le persone di maggior successo riescono a mettersi e concentrarsi sulla creazione o il cambiamento di abitudini a lungo termine, piuttosto che farsi prendere da esplosioni d’attività brevi, seguite da un crollo.

Come poche altre cose, il Kaizen, una filosofia di business giapponese relativa al miglioramento continuo delle pratiche di lavoro e dell’efficienza personale esemplifica, esemplifica il potere del compito piccolo.

L’autore Robert Maurer è un esperto di Kaizen e ha scritto il libro, One Small Step Can Change Your Life: The Kaizen Way, che descrive come il processo crea cambiamenti durevoli e risultati significativi usando passi piccoli, semplici e coerenti.

La visione di Maurer del Kaizen come metodo di soluzione dei problemi affonda le sue radici nella saggezza bimillenaria del Tao Te Ching: “Un viaggio di mille miglia inizia da un passo”.

Per mantenere gli obiettivi preposti, applica questo sistema usando il metodo Kaizen per eliminare le barriere che ti bloccano. È estremamente difficile anche per la persona più ispirata eliminare immediatamente un’abitudine. Invece, concentrati sul cambiamento significativo e positivo, eliminando gli ostacoli di percorso che scoraggiano la realizzazione degli obiettivi.

Nel fervore che avvolge i propositi del nuovo anno, si può sottoscrivere un nuovo abbonamento a una palestra, credendo che tutte le macchine e i corsi ci aiuteranno a raggiungere il nostro obiettivo. Ma non ci vorrà molto per accorgerci che il ritmo della vita ostacola il nostro obiettivo con lunghe riunioni di lavoro e richieste della vita personale.

Il metodo Kaizen suggerisce la scelta di una piccola cosa assolutamente fattibile. Invece di prendere un grosso impegno con la palestra, iscrivendosi a mille corsi (senza parteciparvi), si potrebbe cercare di andare a piedi al lavoro ogni mattina o di fare una passeggiata di venti minuti nella pausa pasto. Robert Maurer suggerisce esplicitamente di scegliere una sola cosa e di applicarcisi per almeno trenta giorni:

“Il cambiamento radicale è come affrontare una salita ripida: puoi rimanere senza fiato prima di arrivare in cima o il pensiero dello sforzo che hai davanti ti può far rinunciare prima di aver cominciato. C’è un’alternativa …. E tutto ciò che richiede è mettere un piede davanti all’altro” dice Maurer.

Che tu abbia affrontato i propositi del nuovo anno con rinnovato vigore o che tu li tiri avanti, speriamo che alcune di queste tattiche di passi piccoli (ma efficaci) ti aiutino a realizzarli.

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