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Liste di cose da fare e liste di cose fatte: segnati le tue piccole vittorie per amplificare il successo.

Liste di cose da fare e liste di cose fatte: segnati le tue piccole vittorie per amplificare il successo.

Postato da Valerie Bisharat il 24 Aprile 2017

Postato da Valerie Bisharat il 24 Aprile 2017

Se stai leggendo il blog di Evernote ci sono buone possibilità che ti piaccia portare le cose a compimento, fare passi avanti.

Ma hai mai avuto il sospetto che il tuo modo di affrontare le liste di cose da fare e la pianificazione dei compiti in generale ostacoli la tua efficacia? Forse il tuo modo di procedere aumenta ansia e stress (noti perturbatori della soluzione di problemi) e offusca i tuoi pensieri creativi?

La potenza del progresso

È interessante notare che secondo la ricerca, avere l’impressione di fare progressi con i lavori importanti per noi è il fattore più influente per massimizzare sul lungo termine l’espressione creativa, le emozioni positive e la motivazione. Il problema è che, per alcuni di noi, concentrarsi sul compito successivo (ad esempio: la nostra lista di cose da fare) significa passare accanto alle nostre vittorie senza vederle, indipendentemente da quanto piccole o grandi siano. Come imparare, col tempo, a notare i nostri progressi? Usiamo già le liste di cose da fare. Perchè non tenere anche liste di cose fatte?

Un elenco di cose fatte è un registro dei compiti che hai completato. Tenere un elenco di questo tipo ha il potere di rafforzare la tua motivazione e aumentare le emozioni positive come la gioia e l’orgoglio. Può rendere più duratura la tua produttività creativa aiutandoti a riconoscere il progresso raggiunto nel lavoro che ti interessa.

Il successo lascia tracce

Il celebre imprenditore e investitore Marc Andreessen, co-fondatore di Netscape, lo chiama giocosamente l’ “Anti To-Do List”. Per anni, Google ha avuto un processo chiamato “Snippets”, che ha goduto di fortuna anche presso aziende come Foursquare, Buzzfeed e Shopify. Snippets è il processo che le imprese utilizzano per raccogliere (in genere su base settimanale) i progetti che i dipendenti hanno concluso e quelli su cui lavorano. Pubblicano poi queste informazioni internamente, di modo che ogni membro del team possa vedere che cosa succede in altri reparti. Nel caso di Foursquare, i dipendenti forniscono anche al CEO Dennis Crowley feedback sui suoi Snippets.

Tutti questi sistemi riportano a riflettere e scrivere quello che è stato fatto. La creazione di un elenco di cose fatte ha l’effetto quasi magico di amplificare la motivazione e la produttività sui compiti che contano. Quale meraviglia sarebbe finire ogni giornata concentrandosi su ciò che hai concluso, piuttosto che sulla montagna infinita di attività che ti aspettano l’indomani mattina?

Quando riflettiamo sui progressi, praticamente li metabolizziamo. Segnati i compiti completati e vedili come “vittorie” o come progresso verso i tuoi obiettivi finali, così li esteriorizzi e li riconosci. Scrivere, come parlare, richiede di tradurre i pensieri in parole portando all’esterno questi pensieri e permettendoci di vederli per quello che sono, così possiamo procedere. La chiarezza porta a nuove possibilità.

Rivedendo e scrivendo ciò che abbiamo fatto, portiamo spesso in luce apprendimenti passati inosservati nel tempo reale. Col senno di poi si comprende di più. Guardare in retrospettiva un progetto finito, ci permette di vederlo in un contesto più ampio. Siamo in grado di esaminare in modo più accurato perché aspetti particolari sono stati impegnativi e come siamo riusciti ad affrontarli e quindi ad usare questa esperienza per compiti futuri. Ad esempio, dopo una settimana stressante, si può fare una lista delle cose fatte e notare che la nostra attenzione è stata frammentata su troppi progetti. Nelle settimane successive, possiamo mettere a frutto questa consapevolezza cercando di organizzare le giornate in modo da concentrarci su un progetto per volta.

Lascia che lo slancio faccia una parte del lavoro

Se pianifichi in modo strategico, ossia inserisci i tuoi compiti in una lista di cose da fare generale finalizzata al raggiungimento di un obiettivo, concludere un determinato compito o una serie di compiti collegati tra loro è una “vittoria”. I ricercatori hanno notato da tempo la potenza delle piccole vittorie, che Karl Weick, psicologo dei processi organizzativi, definisce come “risultati concreti, completi e implementati di importanza moderata”.

Weick dimostra che le piccole vittorie hanno una potenza che le travalica. “Dopo aver conseguito una piccola vittoria, sono in moto forze che favoriscono un’altra piccola vittoria” spiega. “Dopo aver risolto un problema, il problema successivo diventa spesso più chiaro”.

Se riflettere sulle nostre vittorie le rende più “reali” e se piccole vittorie aiutano a realizzare altre vittorie spesso maggiori, il minimo che possiamo fare è scrivere i nostri risultati, giusto?

Il legame tra vittorie, emozione e motivazione

Le vittorie dunque aumentano le emozioni positive e la motivazione intrinseca, portando a una maggiore produttività creativa.

In “The Progress Principle”, gli psicologi Teresa Amabile e Steven J. Kramer hanno analizzato oltre 12.000 testi di diario di 238 impiegati d’azienda. Hanno scoperto che nelle giornate in cui gli impiegati hanno conseguito un progresso, hanno registrato emozioni positive come gioia e orgoglio. Siamo più produttivi quando siamo contenti, le emozioni positive sono un guadagno per tutti.

Nella loro ricerca, Amabile e Kramer hanno scoperto un fenomeno affascinante, contrariamente all’opinione comune, secondo cui una pressione negativa stimola prestazioni migliori, nelle “giornate di progresso” le persone erano più motivate interiormente. In altre parole, nei giorni in cui gli impiegati percepivano un progresso e le emozioni positive conseguenti, erano più motivati a lavorare in base all’interesse del lavoro in sè, piuttosto che per sollecitazioni esterne come premi o incoraggiamenti. Nelle “giornate di arretramento” erano meno motivati sia da fonti interiori che esterne.

Dato che non possiamo controllare le fonti di motivazione esterne, come il riconoscimento del nostro capo, della famiglia o dei colleghi, basarci sulla nostra fonte di motivazione interiore, riconoscendo le nostre vittorie, è una strategia votata al successo. Con la lista delle cose fatte, possiamo creare motivazione, indipendentemente da dove ci troviamo o da ciò che accade intorno a noi.

Come applicare la psicologia della “lista delle cose fatte”

Tenere una lista delle cose fatte oltre a quella delle cose da fare è un modo semplice e rapido per aumentare la riuscita e il sentirsi bene. Come possiamo creare queste liste in modo idoneo ai nostri bisogni?

Ecco alcuni modi per provare:

  • Ogni venerdì dedica 10 minuti a segnarti le “vittorie” della settimana. Dopo la conclusione di ogni compito, è utile e importante scrivere tutto ciò che hai appreso o che desideri modificare in futuro. La ricerca indica che scrivere a mano attiva aree del cervello diverse rispetto a digitare.
  • Tieni una lista delle cose fatte per ogni progetto su cui lavori. Questo ti aiuta a percepire un senso di avanzamento verso un determinato obiettivo, specialmente nei casi delicati o difficili.
  • Invita i team che guidi o con cui lavori a discutere con regolarità i progressi. Si può iniziare, per esempio, ogni riunione facendo presentare a ogni membro del team le proprie vittorie recenti (ciò che ha fatto) o chiedendo alle persone di inviare via email al proprio referente i loro punti di avanzamento.
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